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Il ruolo dei mazzi di carte nella facilitazione

Le carte sono uno strumento flessibile e immediato nella cassetta degli attrezzi di una facilitatrice: possono contenere informazioni, domande, ispirazioni e spesso anche un’immagine.
Nelle carte, parole e immagini lavorano insieme per stimolare intelligenze multiple, invitando le persone a uscire dalle proprie classiche linee di pensiero. Incoraggiano creatività e innovazione, stimolando il pensiero laterale e la scoperta di soluzioni inaspettate e narrazioni inedite.

Ma carte in che senso?

Le carte utilizzate nella facilitazione sono veri e propri mazzi da gioco (come le carte da Briscola, o i Tarocchi), riferite ad un tema specifico o con uno specifico obiettivo. Di solito contengono sia testi che immagini: un retro, che può essere neutro o vago, per permettere di pescare a caso o di farsi “scegliere dall’immagine”, e un fronte che contiene informazioni o ispirazioni in forma testuale. Tra le carte che usiamo molto ci sono:

  • le carte di Mother Nature, che parlano di maternità come opportunità di crescita personale e di leadership rigenerativa;
  • le carte di the Heart of Change, che delineano tanti diversi “tipi umani” che possiamo trovare sia dentro di noi che nei gruppi;
  • le nostre carte Narrazioni a più mani, che contengono domande che aiutano a riflettere su un’esperienza, un processo, un percorso e a crearne una narrazione collettiva e una valutazione multiprospettica.

Le carte come libri collettivi

Un mazzo di carte è come un libro, ma non rilegato. A differenza di un libro, infatti, che si presta soprattutto a uso individuale, le carte sono a disposizione di tutto il gruppo, ed essendo visibili a tuttə, permettono un accesso collettivo alle informazioni e agli stimoli, offrendo così un colpo d’occhio sul tema di cui si sta parlando.

Le carte offrono molti e diversi livelli di lettura: si può osservare solo l’immagine e partire dagli stimoli che essa innesca, si possono leggere solo le parole, oppure abbinare parole e immagini. 

Si possono scambiare, coprire, pescare a caso, distribuire, creando diverse modalità di interazione. 

Perché usiamo le carte nella facilitazione?

Ovviamente, le carte non sono sempre adatte a qualunque contesto, né permettono, da sole, di raggiungere ogni obiettivo. Nella nostra esperienza, però, si sono dimostrate delle grandi alleate per diversi motivi:

  • Agiscono come “enzimi” che innescano o accelerano la condivisione e la partecipazione. Usate in questo modo, sono utili specialmente nei gruppi di persone che ancora non si conoscono o in cui ci sono persone più timide e riservate, che raramente prendono la parola. 

Per questo tipo di obiettivo, funzionano bene le carte Dixit, le carte The Heart of Change o le nostre carte di Mother Nature.

  • Allargano gli orizzonti e offrono prospettive inedite, stimolando il pensiero laterale, inducendo nuove idee e connessioni e permettendo alle persone e ai gruppi di esplorare linee di pensiero che normalmente non frequentano.

Per questo obiettivo, funzionano bene le nostre carte di Mother Nature, e le carte Narrazioni a più mani, le nostre carte A Carte Scoperte.

  • Permettono di diffondere le informazioni, creando così opportunità di autoformazione di gruppo e uscendo dalla classica logica della formazione frontale.

Per questo obiettivo, funzionano bene le carte sulla Sociocrazia.

  • Offrono spunti per narrare la propria esperienza e rielaborarla, condividendola con altri e altre: l’identità di noi esseri umani si costruisce (anche e soprattutto) in forma narrativa, cioè attraverso storie che ci raccontiamo gli uni con gli altri. Alcuni mazzi di carte invitano a esplicitare e riformulare proprio queste narrazioni, permettendo di “fare ordine” nella propria identità individuale e in quella di gruppo.

Per questo obiettivo, funzionano bene le nostre carte di Mother Nature, le nostre carte A Carte Scoperte, le carte di the Heart of change, le carte Intuìti…

Non da ultimo, per poter osservare tutte le carte, che di solito disponiamo al centro dello spazio di lavoro, è necessario alzarsi in piedi, muoversi, inchinarsi, inginocchiarsi: invitano insomma a rompere la classica postura “tuttə sedutə intorno a un tavolo” che caratterizza molti di noi esseri umani che vivono nel XXI secolo a questa latitudine, riportandoci nel corpo e facendo fluire le energie diversamente.