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A carte scoperte
A carte scoperte
Progettare la partecipazione con le giovani generazioni

Coinvolgere le giovani generazioni nei processi partecipativi è una sfida comune a molti. Insieme a più di 400 ragazzi e ragazze abbiamo creato un mazzo di carte che aiuta a fare parlare le generazioni.

Anno: 2023

Cliente: Settore Innovazione dei Servizi sanitari e sociali della Regione Emilia-Romagna

Abbiamo lavorato con: Ragazzi e ragazze dai 14 ai 25 anni, educatori, educatrici, insegnanti

Il progetto

Siamo partite da una domanda

Vanessa e Tommaso, del Settore Innovazione dei Servizi sanitari e sociali della Regione Emilia-Romagna, sono arrivati da noi con un progetto appena iniziato e una domanda: “Come possiamo includere le giovani generazioni nei percorsi partecipativi, nella progettazione e nello sviluppo di prassi innovative di promozione del benessere in età evolutiva?”. Da tempo la Regione, con il suo progetto Community Lab, sperimenta la progettazione partecipata dei servizi sociali e sanitari: un tratto comune di molte sperimentazioni è l’assenza (o quasi) delle giovani generazioni.

Hanno pensato quindi di chiedere direttamente alle ragazze e ai ragazzi dai 13 ai 25 anni – e ad adulte e adulti che lavorano a stretto contatto con loro – di ragionare insieme su come si possono costruire spazi di partecipazione che siano  anche a loro misura.

Cerchi e aeroplanini

Ne è nato un percorso durato circa un anno, durante il quale abbiamo incontrato più di 480 tra ragazzi, ragazze e adultə che lavorano con loro. Durante questi incontri abbiamo usato molti linguaggi: abbiamo analizzato buone pratiche e condiviso riflessioni, abbiamo chiamato in causa l’intelligenza dei corpi, abbiamo utilizzato canzoni e fotografie per tradurre significati e gli smartphone per creare nuove connessioni. Ci siamo sedutə in cerchio e abbiamo condiviso esperienze e idee, scritto per terra, sperimentato momenti di caos e momenti più strutturati, fatto riti e lanciato aeroplanini di carta.

Durante il processo, ci siamo accortə che la domanda iniziale si stava trasformando, o meglio, che la risposta era molto più ampia di quanto immaginassimo all’inizio. 

Abbiamo iniziato chiedendoci come progettare percorsi che fossero “su misura” per le generazioni più giovani e abbiamo scoperto che le riflessioni che si aprivano e le risposte che cominciavamo a raccogliere ci dicevano qualcosa di più sul tema della partecipazione e del potere in generale. 

Offrivano, non solo  uno sguardo inedito sul nostro mondo “adulto”, ma anche possibili soluzioni, delle traiettorie valide per tuttə e non solo per i più giovanə. Ci piace pensare che gli spunti raccolti durante questo percorso possano essere validi per tutti gli ambiti partecipativi e siano dispositivi utili per rendere più inclusivo, più attento, più praticabile qualunque processo che abbia come obiettivo quello di allargare il campo dei suoi protagonisti e protagoniste.

Le carte

A carte scoperte è il “distillato” di tutto questo. Le informazioni e i ragionamenti formulati in questi mesi sono stati trasformati in una serie di affermazioni che guidano e orientano nella progettazione di una partecipazione più giovane, ma inclusiva per tutti e tutte. 

I temi principali emersi da questo processo sono:

  • Cambiamento e lentezza
  • Lavoro di squadra
  • Spazi e coraggio
  • Errori e paura
  • Giudizio e diversità

Questi temi sono diventati un mazzo di carte: a differenza dei libri, che sono strumenti piuttosto individuali, le carte permettono e invitano a lavorare in gruppo. Stimolano riflessioni e domande che, una volta condivise con il team di lavoro, possono generare nuovi punti di vista, nuove idee, nuove traiettorie di significato.

Le carte permettono inoltre di includere il linguaggio visuale, che parla a un’intelligenza diversa da quella che mettiamo in campo di solito e permette di creare connessioni nuove e invitare intuizioni. Abbiamo abbinato una fotografia a ciascuna affermazione per arricchirla di nuovi strati di significato. Gran parte delle fotografie sono state scattate dalle ragazze e dai ragazzi che hanno partecipato al percorso e parlano dei loro contesti, della loro quotidianità e della loro eccezionalità.