All’interno del percorso Cantiere Cassero, Il Cassero LGBTQIA+ center ha scelto di attivare un processo di riorganizzazione profondo e intenzionale, che tocca diversi ambiti della vita associativa, tra cui la tutela del lavoro. Alla Casa del Cuculo hanno chiesto di accompagnare una fase specifica del percorso, lavorando direttamente con le lavoratrici per far emergere criticità attuali e aprire possibili traiettorie di miglioramento.
Invece di ricorrere a un focus group tradizionale, abbiamo co-progettato un dispositivo basato sull’approccio dialogico e sulla facilitazione sistemica, offrendo consulenza e supporto all’auto-facilitazione da parte del gruppo interno. Questo ha permesso di trasformare il processo da raccolta di bisogni a spazio riflessivo condiviso, in cui ascolto, responsabilità collettiva e costruzione di senso diventano parte integrante del cambiamento organizzativo.
Anno: agosto – ottobre 2025
Cliente: Il Cassero LGBTQIA+
Abbiamo lavorato con: gruppo di lavoro Cantiere Cassero e lavoratrici dell’associazione
Lavorare insieme a una struttura come Il Cassero che ha una lunga e complessa storia di attivismo ed è una realtà che ha forte impatto sull’identità delle persone che vi lavorano e che gravitano attorno ci ha onorate e spronate.
L’associazione è grande, ha un fatturato elevato, tante attività diverse e circa quaranta lavoratrici (a diversi termini di inquadramento) e volontarie; ha due anime: discoteca storica e lavoro sociale (sportelli e servizi di supporto).
Presenta una grande complessità organizzativa e relazionale e, a causa di criticità passate, ha deciso di intraprendere un percorso di riassetto organizzativo.
Abbiamo progettato il percorso insieme al gruppo di Cantiere Cassero, lavorando in tandem. Insieme abbiamo scelto di trasformare il focus group – richiesta iniziale – in due momenti dialogici: non raccogliere problemi per poi “portarli a chi decide”, ma creare spazi di relazione, ascolto e responsabilità condivisa, in cui le possibili traiettorie di miglioramento potessero nascere dentro le persone e con le persone.
Il percorso si è concluso con un Dialogo del Buon Futuro, che ha permesso di immaginare insieme traiettorie desiderabili e ha generato un’ondata tangibile di energia, fiducia e motivazione.
Al Cassero le persone sono abituate a prendersi ampi spazi di riflessione e confronto, il che, sebbene sia una pratica positiva di abitudine al dialogo, può generare frustrazione se non si arriva a conclusioni (“Parliamo, parliamo, ma dove arriviamo?”). Per cercare di arrivare a ottenere i risultati richiesti abbiamo fatto un’attenta calibrazione degli strumenti da usare:
Questo lavoro ci ha permesso di incontrare un’organizzazione con una forte dimensione politica, capace però di tenere insieme anche la concretezza del lavoro quotidiano: buste paga, ferie, carichi, responsabilità.
Una delle cose che più ci è piaciute e ci ha nutrito è stato l’invito, implicito, a uscire da uno sguardo binario sul mondo – una strada che stiamo percorrendo anche al nostro lavoro su UP – Unravelling Parenthood.
Abbiamo avuto la sensazione che, sebbene avessimo solo due incontri, alcune persone hanno attraversato anche un processo personale, ri-ancorandosi al desiderio di stare insieme, di curare le relazioni, di incarnare nel lavoro di ogni giorno i valori politici che animano il Cassero.
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Scopri l’associazione: https://cassero.it/