Non solo una biblioteca, non solo un centro giovanile, ma un luogo dove una comunità impara a incontrarsi, a condividere passioni e a prendersi cura di se stessa.
Nato nell’ambito del progetto Giovani in Biblioteca (Ministero delle Politiche Giovanili), con il Comune di Bertinoro come ente titolare, è oggi gestito dalla Casa del Cuculo in stretta collaborazione con l’associazione locale e con i volontari della comunità. Un percorso partecipativo continuo, che sperimenta ogni giorno cosa significa gestire uno spazio davvero condiviso.
Anno: 2024 – in corso
Committente: Comune di Bertinoro
Abbiamo lavorato con: associazione locale, volontari della comunità, giovani di Fratta Terme
L’idea di creare GIBS è il risultato di un processo partecipato precedente, chiamato Frattastica, che ha coinvolto i cittadini di Fratta Terme per individuare i bisogni del territorio. Uno degli esiti più chiari di quel percorso è stata la richiesta di avere uno spazio per i giovani, che fosse al tempo stesso una biblioteca e un luogo di aggregazione. Nel 2022, poco dopo la conclusione del processo, è uscito il bando Giovani in Biblioteca, che ha offerto l’opportunità di trasformare questa esigenza in realtà.
Lo spazio individuato per il progetto era un’ex edicola ormai chiusa, simbolo di un problema diffuso nei piccoli centri: la scomparsa delle attività commerciali di prossimità, con un conseguente impoverimento della vita di comunità. Il progetto, quindi, ha anche voluto sperimentare nuovi modelli di riutilizzo degli spazi attraverso la legge regionale sull’uso temporaneo per fini culturali.
Il Comune di Bertinoro ha affidato la gestione dello spazio alla Casa del Cuculo: un passaggio che ha trasformato il progetto da esperimento temporaneo a servizio per la comunità, un esempio concreto di costruzione di reti tra ente pubblico, cooperativa e cittadini.
Gestire uno spazio del genere significa attraversare fasi molto diverse. Una fase iniziale di attivazione, in cui tutto è ancora da costruire e l’energia è alta ma la forma non è definita. Poi una fase di stabilizzazione, seguita inevitabilmente da momenti di tensione e conflitto necessari, perché segnalano che le persone ci tengono davvero. E infine la fase in cui il gruppo comincia a darsi delle regole proprie, a fare scelte, a diventare comunità nel senso pieno della parola.
Quello che teniamo vivo, in tutto questo, è una pratica costante di riflessività a più livelli: incontri settimanali con chi presidia lo spazio, incontri bisettimanali con l’associazione, incontri mensili con il Comune e una psicologa/educatrice. Non per rendicontare, ma per fermarsi, guardare cosa sta succedendo, capire cosa aggiustare. A questo si aggiungono momenti di programmazione partecipata aperti alla comunità e un approccio che potremmo chiamare fail fast and pivot: quando una strada non funziona, cambiamo rapidamente, senza aspettare che il problema si consolidi.
Il risultato è uno spazio che sorprende. Come la relazione tra T. e P., volontaria diversamente abile: un incontro che non sarebbe mai successo altrove, e che racconta meglio di qualsiasi indicatore cosa può generare un luogo pensato per l’intergenerazionalità. O le mamme e i genitori che cominciano a proporre attività, a farsi carico di un pezzo di spazio, a sentirlo loro.
Il GIBS spazio giovani e biblioteca Fratta Terme ci sta insegnando che la comunità non si costruisce specializzandosi su un target o su una funzione, ma tenendo aperte le possibilità, accogliendo l’imprevisto, e avendo la pazienza di stare nel processo anche quando è lento.





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