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Orbita creativa
Orbita creativa
Dalle idee ai fatti: un percorso partecipativo con i giovani di Cesena

Orbita Creativa è il nome che abbiamo dato a qualcosa che prima non esisteva: il Progetto Giovani del Comune di Cesena ci ha coinvolti proponendoci una sfida doppia: mappare con cura chi lavora con i giovani in città e costruire un percorso capace di trasformare la creatività giovanile cesenate da potenziale inespresso a qualcosa di concreto e visibile.

Anno: settembre 2025 – luglio 2026 

Cliente: Comune di Cesena – Progetto Giovani 

Abbiamo lavorato con: Tonka (agenzia di comunicazione), Cesena Lab, Progetto giovani del Comune di Cesena, i giovani partecipanti al percorso

Il progetto

La situazione di partenza

Due punti di partenza, molto diversi tra loro: da un lato, il Progetto giovani di Cesena aveva mappature parziali del territorio e dall’altro, c’era un’intenzione ancora vaga: incentivare la creatività giovanile, produrre qualcosa di concreto, ma cosa e con chi? 

Come si contatta qualcuno che non conosci ancora per dirgli “hai un’idea, realizzala“? Non c’era una risposta pronta e quindi abbiamo lavorato insieme per cominciare a costruirla.

Come abbiamo lavorato

Più di 90 telefonate, decine di mail, ricerca online, passaparola. Abbiamo contattato sistematicamente oltre 140 realtà, associazioni, imprese giovanili, enti, spazi culturali, e non ci siamo fermate a raccogliere nomi: abbiamo ascoltato cosa pensavano del Progetto Giovani, cosa avrebbero voluto che facesse, cosa sentivano che mancava. La mappatura è stata un primo gesto di connessione tra il Comune e il suo territorio. 

Prima di mettere le mani in pasta e far partire gli incontri, insieme all’agenzia di comunicazione Tonka di Cesena, abbiamo curato insieme lo sviluppo dell’identità del progetto: nome, parte visuale e strategia di comunicazione.

Il percorso con i giovani

Due incontri pubblici, a febbraio e marzo 2026, hanno aperto il lavoro. Il primo ha visto più di 40 iscritti: un segnale che c’era terreno fertile. 

Negli incontri siamo passati da idee, a volte solo abbozzate e a volte più strutturate, portate da persone che non si conoscevano tra loro, a piccoli gruppi di lavoro motivati, affiatati e interconnessi. Abbiamo cercato un’atmosfera informale e conviviale e in questo ci ha aiutato molto Associazione Sembra, i “padroni di casa” dell’ex Officina 49 che ci ha ospitato, nutrito e coccolato. I pitch finali delle idee li abbiamo fatti intorno ad una lunga tavolata, davanti ad un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Dopo il secondo incontro si sono formati i gruppi di lavoro. Da lì sono partiti mesi di accompagnamento individuale: ogni gruppo con la sua idea, i suoi tempi, i suoi bisogni specifici. Abbiamo costruito tracker online personalizzati per tenere le fila di ciascun progetto e lavorato come interfaccia tra i gruppi, il Comune e Tonka, adattandoci ogni volta al contesto: la mostra di The Cesenater era un’altra cosa rispetto all’evento di Estro, che è diverso dal laboratorio di teatro o dal prodotto in stampa 3D. Ognuno un mondo a sé stante, ognuno con il suo modo di prendere forma.

Abbiamo anche organizzato momenti di formazione: uno sulla comunicazione sui social con Tonka, uno sul pitch e la visione imprenditoriale delle proprie idee con Cesena Lab; perché trasformare un’idea in un progetto richiede anche strumenti che spesso chi è in giovane età non ha ancora, e trasferirli fa parte del lavoro.

Gli strumenti utilizzati

  • Per gli incontri: approccio dialogico, carte per l’ice breaking, canvas di progettazione, Padlet, speed date, tracker online per la gestione dei gruppi;
  • per la mappatura: questionari, approccio dialogico; 
  • per la comunicazione: piano e calendario editoriale, allocazione di budget dedicato a campagne social, video e contenuti, costruita insieme a Tonka (agenzia di comunicazione). 
  • gestione interna: ebbene sì, ci ha dato una mano anche l’intelligenza artificiale, per creare fogli tracker a prova di qualsiasi idea e gestire le iscrizioni agli eventi.

Le sfide

Accompagnare gruppi verso la concretizzazione delle loro idee senza sostituirsi a loro, tenere le fila senza tirare troppo, soprattutto quando i progetti prendevano dimensioni inaspettate, come nel caso di Estro, una giornata di musica, workshop e arte alla rocca Malatestiana, che ha superato i 100 iscritti con lista d’attesa.

C’è stata anche la complessità di lavorare per un cliente con tante anime e aspettative diverse: in un progetto così aperto all’inizio capire la direzione giusta, proporre output concreti e al tempo stesso valorizzare quello che era già risultato – connessioni create, persone mobilitate – ha richiesto ascolto costante e capacità di restituire in modo chiaro ciò che stava accadendo.

La gestione della comunicazione, infine, è stata una sfida in sé: una campagna di questa portata, con più soggetti coinvolti, budget per sponsorizzazioni, produzione video e contenuti, è stato un esercizio che ci ha fatto crescere.

Cosa abbiamo ottenuto

  • Una mappatura di oltre 140 realtà giovanili del territorio cesenate, con sintesi e suggerimenti strategici per il Comune. 
  • Una ventina di giovani che hanno portato avanti le loro idee per mesi. Alcune concretizzate: la mostra di The Cesenater, l’evento di Estro, con oltre 100 iscritti, workshop già programmati per il prossimo anno, uno spazio trovato e una community che continua a muoversi. Altre non arrivate in fondo, ma che hanno lasciato strumenti, chiarezza, direzione.

Un gruppo di lavoro coeso, una community di giovani attivi e connessi e le basi per quello che tutti, Comune di Cesena compreso, sperano sia solo la prima edizione di Orbita Creativa.

Orbita Creativa non era scritta da nessuna parte quando abbiamo cominciato, adesso è viva e sa da dove vuole andare.